Come ti vedo

Dei cinque sensi, la vista è quello preposto alla percezione degli stimoli visivi.

Negli animali diurni è il senso dominante per la percezione del mondo esterno, perché è in grado di fornire informazioni sull’ambiente molto più dettagliate degli altri sensi.

Nell’uomo è un senso molto sviluppato, che gli consente di discriminare forme, rilievi, distanza e colori di ciò che viene osservato.

Monoculare o binoculare?

Le principali differenze tra noi e gli altri vertebrati riguardano, prevalentemente, il tipo di visione (monoculare o binoculare) e la prevalenza dei due tipi di fotorecettori (coni e bastoncelli).

La visione monoculare (dal greco antico mono, uno e dal latino oculus, occhio) è la visione in cui i due occhi non collaborano per la visualizzazione della stessa immagine.

Quindi, i due occhi vedono immagini diverse ed indipendenti, dal momento che ciascuna immagine non viene proposta sullo stesso piano retinico da entrambi gli occhi come, invece, accade nella visione binoculare.

La visione binoculare è, infatti, quella effettuata da entrambi gli occhi contemporaneamente ed è anche quella che permette la percezione della tridimensionalità degli oggetti.

Coni e bastoncelli

I coni ed i bastoncelli sono i due tipi principali di cellule sensoriali, chiamate anche “fotorecettori” (in quanto sensibili alle onde luminose).

Sono localizzati nello strato più esterno della retina.

Di fatto queste cellule sensoriali trasformano la luce che arriva sul fondo dell’occhio in una informazione prima chimica, poi elettrica, che viene trasmessa al cervello mediante il nervo ottico.

I coni sono responsabili della visione diurna e colgono con precisione dettagli e colori. La visione a livelli di illuminazione diurna è chiamata anche visione fotopica.

I bastoncelli, invece, non permettono un’immagine nitida, ma risultano molto più sensibili alla luce e consentono all’occhio di vedere anche a livelli di illuminazione bassi (la cosiddetta visione scotopica).

La visione dei colori

Quando osserviamo un oggetto che non è fonte di luce, è la luce riflessa a stimolare l’occhio, ed il colore dell’oggetto dipende da quali lunghezze d’onda vengono assorbite o riflesse.

La visione cromatica basata su tre tipi diversi di coni si chiama tricromatica.

Quella basata su due diversi tipi si chiama, invece, dicromatica.

La visione dicromatica è quella sviluppata da molte specie di animali domestici che, pertanto, non riescono a discriminare fra molte delle gradazioni di colore che un essere umano dotato di una normale percezione cromatica può percepire nitidamente come diversi.

Il campo visivo

Il campo visivo è la porzione di ambiente circostante che crea un’immagine sulla retina.

Sia la forma della testa che la posizione degli occhi sono di grande importanza per l’estensione del campo visivo.

Nelle specie preda, come, ad esempio gli erbivori, gli occhi sono posti lateralmente nel cranio, in modo da consentire un ampio campo visivo monoculare laterale (es 330° bovino, circa 285° cavallo), a discapito della capacità di percepire la profondità e l’esatta distanza di un oggetto.

Fonte DairyNzltd

I predatori, al contrario, presentano occhi con posizione frontale e quindi una visione binoculare maggiore rispetto agli erbivori.

Nei bovini, ad esempio, la visione laterale monoculare a grandi distanze permette di pascolare e ruminare per ore tenendo sotto controllo il territorio circostante.

Conoscere il campo visivo è importante, ad esempio, per avvicinarsi ai bovini in modo corretto, (ovvero di lato e lentamente).

Sappiamo, infatti, che la visione monoculare laterale li rende molto reattivi ai movimenti improvvisi, proprio perché non sono in grado di stimare taglia e velocità di oggetti non familiari che si avvicinano di lato.

Un animale con campo visivo monoculare laterale vede praticamente quasi tutto ciò che accade attorno a lui senza muovere la testa.

La particolarità dei diversi modi di vedere sono fondamentali per la sopravvivenza sia delle specie preda che dei predatori; l’ennesimo contributo di Madre Natura, che ha dotato tutti gli animali degli strumenti migliori per poter sopravvivere.

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