Il modello psicoidraulico di Lorenz

Nello studio dei processi di base del comportamento animale, di cui Konrad Lorenz è stato precursore, il “modello psicoidraulico”, da lui elaborato, nasce dal tentativo di proporre uno schema per spiegare gli atti istintivi e, di conseguenza, i meccanismi che portano un animale a realizzare comportamenti di tipo «finalistico».

Perché un animale compie una determinata azione?

All’inizio l’etologia fu prettamente osservativa, ma ben presto, dopo aver descritto i moduli comportamentali di specie, cominciò ad interrogarsi del perché un animale compie una determinata azione.

Gli osservatori, infatti, non tardarono di constatare come gli animali possono rispondere in maniera differenziata non solo ai diversi stimoli dell’ambiente, ma anche allo stesso stimolo.

Com’è fatto il modello di Lorenz

Il modello psicoidraulico di Lorenz si compone di un serbatoio, alimentato da un rubinetto.

Dentro al serbatoio si accumula il liquido che corrisponde alla “carica motivazionale”.

La fuoriuscita del liquido dal serbatoio è regolata da una valvola che è chiusa da una molla, a sua volta collegata con una bilancia esterna.

Il comportamento è rappresentato dal flusso in uscita dell’acqua.

L’apertura della valvola avviene in due casi:

  • all’aumento della pressione idrostatica in conseguenza dell’aumento del liquido nel serbatoio (motivazione specifica)
  • all’aumento dei pesi sul piatto (che rappresentano la comparsa dello specifico stimolo-segnale)

La correlazione tra i due meccanismi può essere così semplificata: quanto più basso è il livello del liquido (motivazione) quanto più intensi devono essere gli stimoli ambientali (quindi i pesi sulla bilancia), per poter forzare l’apertura della valvola. E viceversa.

Le attività a vuoto

Se è passato molto tempo dall’ultimo atto consumatorio, può man mano ridursi la specificità dello stimolo-segnale, e quindi stimoli sempre più poveri, o persino impropri, abbinati ad una forte pressione idrostatica, possono determinare nell’animale una risposta consumatoria sbagliata.

Se la «carica motivazionale» (quantità di liquido nel serbatoio) raggiunge livelli troppo elevati, può accadere che l’animale metta in atto dei moduli comportamentali completamente estranei al contesto in cui si trova, pur in assenza totale di appropriati stimoli esterni, dando luogo all’equivalente di un’ «attività a vuoto».

In un prossimo articolo parleremo di come la motivazione si “esaurisca” attraverso il compimento del comportamento specifico (fase consumatoria) e di come, pertanto, l’impossibilità di esplicitare questa fase, possa influire sulla comparsa di comportamenti anomali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *